La moneta è un mezzo
“La moneta ha valore perché è la misura del valore. Poiché ogni unita di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, così la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. Per questo motivo il simbolo monetario non è solamente la manifestazione formale della convenzione monetaria, ma anche il contenitore del valore indotto ed incorporato nel simbolo: quello che noi chiamiamo potere d’acquisto.” Prof. Giacinto Auriti
La moneta è un mezzo
La moneta è un mezzo
venerdì 15 luglio 2011
Il mistero del debito pubblico
di Luigi Copertino per effedieffe.com
tratto da vivamafarka
Nota SCECBELMONTE
Non vi scoraggiate davanti la "relativa" lunghezza dell'articolo, vale la pena leggere per capire razionalmente ed in poche righe in che mondo viviamo e perché scegliamo SCEC come misura anti-crisi.
Buona Lettura.
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In questi giorni stiamo tutti godendo dei magnifici effetti di una globalizzazione pensata in funzione della finanziarizzazione su scala planetaria dell’economia.
Storditi dalle notizie provenienti dalle Borse, che ci dicono solo e ripetutamente che dobbiamo tirare la cinghia, non riusciamo a comprendere cosa stia accadendo, ora che anche l’Italia, dopo la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna, è sotto attacco.
Premetto che lo scrivente non è un professore di Economia, quanto piuttosto un osservatore della realtà: anche di quella economica.
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martedì 12 luglio 2011
E ' ufficiale : Cooperativa Agricola Valdibella aderisce ad Arcipelago SCEC
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Felicità per il 1° contatto: Cooperativa Valdibella verso l'adesione(Latte di Mandorle, Olio e Vino)
| Da sx a dx Gioacchino Accardo, Massimiliano Solano, Pietro Scardino, Filippo Giglione |
"!!!Minkia!!!" se sono Felice :)
Come sapete in questi giorni ho inviato numerose e-mail a diverse attività nel territorio siciliano tra quelle che aderiscono ai Gruppi di Acquisto Solidale e AddioPizzo per localizzare dei produttori interessati.
Bene oggi è arrivato il primo riscontro positivo. Sono stato contattato dal Responsabile della Produzione della Cooperativa Valdibella di Camporeale, producono Olio di Oliva, Vini e Mandorle.
Olio Extravergine di Oliva : varietà Cerasuola, Nocellara del Belice, Biancolilla
Vino : Acamante 100% Perricone, Ariddu 100% Grillo, Dhyãna rosato 80% Nero D'Avola e 20% Perricone, Isolano 100% Cattarratto Extra Lucido, Itaca Chardonnay 50% et Müller Thurgau 50%, Jakì 50% Cabernet Sauvignon et 50 % Nero d'Avola, Kerasos 100% Nero d’Avola, Munir 100% Catarratto, Ninfa 100% Catarratto(Senza solfiti aggiunti), Regalis 100 % Cabernet Sauvignon, Respiro 100% Nero d'Avola (Senza solfiti aggiunti)
Mandorla : Latte di Mandorla Dolceficato (senza saccarosio, con zucchero d'uva) e Latte di Mandorla Naturale (senza saccarosio)
L'azienda è interessata al circuito Arcipelago SCEC, presto ci risentiremo per un secondo contatto e sperando che vada bene aurguro alla Cooperativa Valdibella un'annata proficua, anche di SCEC.
Vincenzo
L'azienda è interessata al circuito Arcipelago SCEC, presto ci risentiremo per un secondo contatto e sperando che vada bene aurguro alla Cooperativa Valdibella un'annata proficua, anche di SCEC.
Vincenzo
lunedì 11 luglio 2011
Che cosa sono gli SCEC ?
Gli ŠCEC sono la conseguenza più logica del perché è nato, di come funziona e, in definitiva, di cosa è Arcipelago ŠCEC.
Sono il simbolo concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere e agevolare localmente lo scambio di beni e servizi accettando una percentuale del prezzo in Buoni Locali.
Sono stampati e distribuiti dall’Associazione Arcipelago ŠCEC in base a criteri predeterminati, pubblici e trasparenti; ogni associato diventa comproprietario dei Buoni Locali e gli spettano ŠCEC gratuitamente ed in ugual misura rispetto a ciascun altro associato.
Gli ŠCEC sono la rappresentazione dell’atto di fiducia tra gli associati e si usano insieme agli Euro;rappresentano una diminuzione della spesa, aumentando il potere di acquisto delle famiglie che partecipano al circuito di Arcipelago. Una rinuncia del singolo ad una percentuale del prezzo di vendita che agevola tutta la comunità, lui per primo. Possiamo allora definire gli ŠCEC come una “contabilità” della reciproca fiducia: metrodi misura di una solidarietà fattiva, economicamente circolare e quindi per tutti conveniente.
Per motivi di praticità hanno un cambio di 1:1 con l’euro ( quindi uno ŠCEC equivale ad un Euro ) ma, ovviamente, non sono convertibili perché gli ŠCEC non avendo un valore monetario possono solo essere utilizzati.
Al momento dell’iscrizione colui che li accetta a fronte di un bene o di un servizio – ovvero il produttore, il commerciante, l’artigiano, il professionista – indica la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, valore che si aggira solitamente tra il 5 e il 30 % del prezzo di vendita.
Ogni associato, sia esso fruitore ovvero la persona fisica, che accettatore, quindi il professionista, l'artigiano, il commerciante ecc. riceve, all’atto dell’iscrizione, 100 ŠCEC. L’obiettivo comune è rendere questa distribuzione periodica fino a divenire mensile. Ciò avverrà nel momento in cui il circuito locale sarà in grado di garantire e permettere una utilizzazione dei Buoni Locali circolare, costante e continuativa.
Gli ŠCEC oltre che in forma cartacea, si scambiano anche elettronicamente attraverso il Conto SCEC facilitandone così l'utilizzo anche nel circuito nazionale e favorendo l'interscambio di beni e servizi fra soggetti
lontani.
martedì 5 luglio 2011
Che cos'è lo SCEC?
Fonte : Arianna Editrice di Francesco Bevilacqua - 02/04/2009
Qualche giorno fa abbiamo introdotto l’argomento dello SCEC - Solidarietà ChE Cammina - riportando la cronaca di una interessante giornata organizzata al Cen. Ser. di Rovigo per effettuare il lancio ufficiale dell’Arcipelago SCEC Veneto. È ora opportuno entrare però nel dettaglio e spiegare nel particolare cosa è lo SCEC, com’è organizzato l’Arcipelago SCEC e soprattutto quali sono le ricadute che può avere questa interessante iniziativa nella vita quotidiana di ognuno di noi.
Lo SCEC è tecnicamente un buono, che non va a sostituire la moneta legale, ma semplicemente la integraAnzitutto è bene spendere due parole in merito alla filosofia che sta alla base del concetto dello SCEC. L’idea è quella di sovvertire una tendenza culturale che oggi ha decisamente preso il sopravvento, quella cioè di considerare l’economia come settore fondante della società, a cui tutto il resto - politica in primis - è asservito. Gli animatori di Arcipelago SCEC considerano invece l’economia come un mezzo,
| Lo SCEC è tecnicamente un buono, che non va a sostituire la moneta legale, ma semplicemente la integra |
Qualche giorno fa abbiamo introdotto l’argomento dello SCEC - Solidarietà ChE Cammina - riportando la cronaca di una interessante giornata organizzata al Cen. Ser. di Rovigo per effettuare il lancio ufficiale dell’Arcipelago SCEC Veneto. È ora opportuno entrare però nel dettaglio e spiegare nel particolare cosa è lo SCEC, com’è organizzato l’Arcipelago SCEC e soprattutto quali sono le ricadute che può avere questa interessante iniziativa nella vita quotidiana di ognuno di noi.
Lo SCEC è tecnicamente un buono, che non va a sostituire la moneta legale, ma semplicemente la integraAnzitutto è bene spendere due parole in merito alla filosofia che sta alla base del concetto dello SCEC. L’idea è quella di sovvertire una tendenza culturale che oggi ha decisamente preso il sopravvento, quella cioè di considerare l’economia come settore fondante della società, a cui tutto il resto - politica in primis - è asservito. Gli animatori di Arcipelago SCEC considerano invece l’economia come un mezzo,
lunedì 4 luglio 2011
La BCE. Natura e funzioni.
C’è da domandarsi se qualcosa è cambiato con l’ingresso dell’Italia in Europa.
Ad un analisi approfondita, però, si scopre che non è cambiato quasi nulla. Le anomalie sono addirittura maggiori. Vediamole.
I° Anomalia
Il 7 febbraio 1992 Giulio Andreotti come Presidente del Consiglio assieme al Ministro degli Esteri Gianni de Michelis e il Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Banca d’Italia) firmano il Trattato di Maastricht[1].
La Banca d’Italia. Natura giuridica e funzionamento.
In Italia, dal 1936 grazie alla Legge bancaria (R.D.L. 375 del 12.03.1936 convertito nella Legge 441 del 07.03.1938) e al successivo “Statuto” approvato con R.D. 1067 del 11.06.36, la Banca D’Italia, trasformata in istituto di diritto pubblico, esercita in regime di monopolio la funzione di emissione della carta moneta (con esclusione delle monete metalliche la cui competenza esclusiva è riservata al Tesoro dello Stato).
Sin qui parrebbe che il potere sovrano di emettere moneta, essendo stato delegato ad un istituto di diritto pubblico, continui ad appartenere allo Stato e che sempre allo Stato vada il c.d. reddito da signoraggio. Ma non è così.
Per vedere come questo non corrisponda al vero è nenessario andare ad analizzare lo statuto della Banca D’Italia, il suo funzionamento e le sue “anomalie”:
I° Anomalia
I principali compiti, e funzioni, che la legge del 1936 affida alla Banca d’Italia sono:
• Istituto di emissione. (Anche se, come vedremo dopo, dal 1° gennaio 2002, con il Trattato di Mastricht, l’emissione delle banconote in euro aventi corso legale in Europa è compito della Banca centrale europea);
• Gestione della tesoreria provinciale dello Stato;
• Funzione di vigilanza sul sistema creditizio
L’organizzazione interna ricalca sostanzialmente quella che è propria di una società per azioni.
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